Arrestato sindaco di Capaccio Paestum per corruzione
Inchiesta su favoritismi e collusioni negli appalti pubblici

Il sindaco di Capaccio Paestum e presidente della Provincia di Salerno, Franco Alfieri, stretto collaboratore del presidente della Campania, Vincenzo De Luca, è stato arrestato insieme ad altre cinque persone nell’ambito di un’inchiesta che lo vede coinvolto, dallo scorso gennaio, con l’accusa di corruzione e turbata libertà degli incanti. L’accusa si riferisce al presunto favoritismo verso una società rispetto ad altre nell’assegnazione di bandi pubblici. I finanzieri hanno anche sequestrato 543mila euro. L’indagine riguarda l’assegnazione di un bando per l’adeguamento, l’ampliamento ed il miglioramento energetico dell’impianto di pubblica illuminazione comunale del comune amministrato da Alfieri, nonché per lavori di adeguamento e riqualificazione energetica della pubblica illuminazione stradale. Tali appalti sono stati vinti dalla società Dervit Spa, che secondo la Procura sarebbe stata favorita da Alfieri. Le accuse mosse al sindaco e agli altri indagati riguardano collusioni e altri mezzi fraudolenti nelle procedure negoziate per l’affidamento delle commesse pubbliche.
Ad essere arrestati insieme al sindaco sono stati la sorella Elvira, mentre ai domiciliari sono finiti Vittorio De Rosa e Alfonso D’Auria, rispettivamente legale rappresentante e procuratore speciale della Dervit Spa. In manette anche Elvira Alfieri, legale rappresentante della Alfieri Impianti S.r.l. e sorella del sindaco, Andrea Campanile, dipendente del comune di Capaccio (che fa parte dello staff del sindaco), e Carmine Greco, responsabile tecnico del comune di Capaccio.
Le indagini, condotte congiuntamente dal Gruppo della Guardia di Finanza di Eboli e dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza di Salerno, hanno riguardato alcune procedure di affidamento di lavori che hanno portato all’installazione di corpi illuminanti a Led e sistemi automatici di regolazione, telecontrollo e telegestione del flusso luminoso, bandite ed aggiudicate dalla Dervit Spa. Dalle intercettazioni e dalle informazioni presenti nel materiale informatico sequestrato dagli investigatori, sarebbe emerso un presunto accordo per l’affidamento dei lavori. Campanile e D’Auria avrebbero concordato, secondo l’accusa, le strade da inserire nell’appalto, oltre ai tempi e ai costi delle opere affidate alla Dervit.
Franco Alfieri è diventato noto nel 2016 con la nomea di “re delle fritture di pesce”. Una registrazione del 2016, con protagonista Vincenzo De Luca, lo coinvolge direttamente. De Luca, impegnato per la campagna referendaria, riunì oltre 300 amministratori locali all’hotel Ramada di Napoli. In un audio pubblicato dal Fatto Quotidiano si sente De Luca pronunciare le seguenti parole: “Prendiamo Franco Alfieri, notoriamente clientelare. Come sa fare lui la clientela lo sappiamo. Una clientela organizzata, scientifica, razionale come Cristo comanda. Che cosa bella. Ecco, l’impegno di Alfieri sarà di portare a votare la metà dei suoi concittadini, 4mila persone su 8mila. Li voglio vedere in blocco, armati, con le bandiere andare alle urne a votare il ‘Sì’. Franco, vedi tu come Madonna devi fare, offri una frittura di pesce, portali sulle barche, sugli yacht, fai come vuoi tu, ma non venire qui con un voto in meno di quelli che hai promesso.”