Thursday, April 3, 2025
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Costi crescenti e sfide della sicurezza nucleare: il Giappone valuta una revisione strategica

Impatto economico e normative post-Fukushima: analisi e prospettive globali

Costi crescenti e sfide della sicurezza nucleare: il Giappone valuta una revisione strategica

Il Giappone sta valutando una revisione della sua strategia nucleare a causa dei costi sempre più elevati dovuti alle misure di sicurezza introdotte dopo l’incidente di Fukushima. Secondo stime riportate dal quotidiano giapponese Asahi Shimbun, gli investimenti necessari per riattivare i reattori dopo il disastro del 2011 supererebbero i 6 trilioni di yen (circa 39 miliardi di euro).

Il monitoraggio condotto annualmente dal 2013 da Asahi ha evidenziato le spese sostenute dalle aziende del settore per conformarsi alle rigorose norme di sicurezza. Le regolamentazioni dettate dall’ente di vigilanza nucleare del Giappone dopo l’incidente del 2011 impongono alle utility di adottare misure anti-terremoto, anti-tsunami e di protezione contro attacchi terroristici.

Secondo un questionario di Asahi, i costi totali sostenuti hanno raggiunto la cifra di 6,15 trilioni di yen, pari a circa 39 miliardi di euro. Le principali spese riguardano interventi per garantire la sicurezza dei reattori e degli impianti, supervisionati dall’ente di vigilanza nucleare.

Un confronto tra le spese di quest’anno e quelle dell’anno precedente per alcune aziende del settore, come Chugoku Electric Power Co., ha evidenziato un aumento significativo dei costi di sicurezza. Ad esempio, Chugoku Electric Power Co. ha visto i propri costi salire di circa 220 miliardi di yen (1,4 miliardi di euro) raggiungendo un totale di 900 miliardi di yen (quasi 6 miliardi di euro).

Secondo l’ex ingegnere nucleare Satoshi Satoe, le differenze nelle misure anti-tsunami e anti-terremoto possono impattare pesantemente sui costi totali. Satoe ha evidenziato che la costruzione di una barriera anti-tsunami richiede oltre 100 miliardi di yen, mentre anche piccole migliorie strutturali per aumentare la resistenza sismica delle tubature possono comportare costi elevati a causa della complessità delle procedure.

Il governo giapponese è preoccupato per il crescente aumento dei costi e il conseguente declino della competitività del settore nucleare. Nel 2021, le spese previste per la messa in sicurezza di ciascun reattore erano di circa 200 miliardi di yen, una cifra che dieci anni prima era destinata alla costruzione di una nuova centrale.

Anche in Europa, il nucleare come fonte di energia, soprattutto green, è oggetto di discussione. Nella strategia del Clean Industrial Deal proposta dalla Commissione europea, si cerca di bilanciare la crescita sostenibile con la competitività industriale. Le opzioni sembrano essere l’abbandono del nucleare a favore delle energie rinnovabili o gli investimenti in tecnologie nucleari più sicure e pulite.

La Germania ha scelto di abbandonare il nucleare con una road map per chiudere le centrali nucleari, mentre la Francia punta fortemente sull’energia nucleare. Tuttavia, la situazione potrebbe cambiare in Germania se la CDU di Friedrich Merz dovesse vincere le prossime elezioni, poiché ha manifestato l’intenzione di rivedere la decisione di abbandonare il nucleare.

Staff
  • PublishedOctober 3, 2024